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IL PRIMO LATTE
Quando nascono, i cuccioli abbandonano un ambiente sterile (l'utero) e
si ritrovano esposti a svariati microorganismi, tutti potenzialmente
patogeni.
I cuccioli neonati sono quindi particolarmente vulnerabili alle
infezioni nelle prime settimane di vita e necessitano protezione per
sopravvivere. L’assistenza contro le infezioni viene garantita dalla
madre, che trasferisce immunoglobuline mediante il passaggio placentare
prima e con il colostro subito dopo la nascita garantendo immediatamente
al neonato un primo livello di protezione. Il trasferimento di immunità
da madre a neonato è essenziale ai fini della sopravvivenza del
cucciolo.
La placenta del cane è di tipo
endoteliocoriale, cioè l’epitelio del corion è a contatto con l’endotelio
dei capillari materni: questo tipo di placentazione permette il passaggio
solo di una certa quantità (circa il 10-12% della concentrazione totale) di
anticorpi e più precisamente di IgG, dalla circolazione materna a quella
fetale a partire dal 45° giorno di gestazione sino alla nascita. La restante
parte degli anticorpi della classe IgG viene acquisita subito dopo la
nascita mediante l’assunzione del colostro. Con una normale ingestione e un
corretto assorbimento di colostro al cucciolo viene trasferito
complessivamente il 95% degli anticorpi materni. Questo dato fa capire
l’estrema importanza di un corretto piano vaccinale della madre prima di
ogni gravidanza.
Il colostro, conosciuto anche
col nome di "primo latte", è un liquido giallo sieroso che rappresenta le
secrezioni accumulatesi nella ghiandola mammaria durante l’ultimo terzo
della gestazione. Il colore è dato da un`abbondante presenza di carotene. E’
secreto per 24-72 ore dopo il parto e la quantità prodotta dipende dal
numero dei cuccioli e dalla taglia della mamma. Non esistono in letteratura
dati che indichino la quantità di colostro prodotto dalla fattrice così come
non esistono test che determinino la qualità del colostro.
Oltre alle normali sostanze componenti il latte e cioè acqua, proteine,
amminoacidi, lipidi e minerali, il colostro contiene una grande quantità di
Ig (immunoglobuline).
Le immunoglobuline chiamate
comunemente anche anticorpi, sono prodotte dall’ organismo a scopo difensivo
contro virus e batteri (antigeni) . Sono grosse molecole proteiche
costituite da catene di centinaia di aminoacidi. Alcune circolano nel
sangue, altre nel sistema linfatico, altre invece risiedono nelle membrane
mucose e funzionano da barriera contro gli attacchi di virus e batteri. Le
immunoglobuline sono presenti in tutti i mammiferi, uomo compreso e sono
suddivisibili in diverse classi: IgA, IgD, IgE, IgG ed IgM, ognuna delle
quali possiede funzioni e compiti differenti.
Il colostro contiene, inoltre, inibitori della tripsina che riducono
l’attività proteolitica degli enzimi digestivi dello stomaco e del duodeno
del neonato e fattori antimicrobici quali la lattoferrina (un potente
antibatterico naturale), le citochine (agenti anti-cancerogeni), alcuni
enzimi, le glicoproteine, il lisozima, le limfochine (che includono sostanze
anticancerogene). Le antitripsine contribuiscono anche ad incrementare
l’assorbimento intestinale dell’ormone della crescita (GH), la massima
concentrazione di GH si riscontra subito dopo il parto, poi decresce
rapidamente e dopo 4 giorni risulta 10 volte inferiore. Un altro parametro
interessante riguarda le fosfatasi alcaline (ALP) e le
gamma-glutamil-transferasi (GGT) che nel colostro sono 10 e 1000 volte
superiori rispetto al siero materno. Questi valori molto alti nel colostro
si ripercuotono anche sul siero del cucciolo per almeno sette giorni e
dunque la misurazione di questi elementi nel sangue del cucciolo
permetterebbe di verificare l’avvenuta assunzione di un buon colostro.
Le numerose proprietà del
colostro possono esplicarsi a pieno solo se i componenti attivi arrivano
intatti nell’intestino. Proprio nell’intestino, infatti, gli agenti patogeni
iniziano a svolgere la loro azione patologica. E’ nel tratto intestinale che
si giocano dunque gran parte delle strategie difensive del nostro corpo ad
opera sia del sistema immunitario sia della flora probiotica. L’attacco alle
pareti dell’intestino da parte di batteri e virus è nella stragrande
maggioranza dei casi il primo passo per l’insorgenza delle malattie.
La mucosa intestinale dei neonati è in grado di assorbire intatte le Ig
contenute nel colostro, ma l'intervallo di tempo durante il quale la mucosa
intestinale rimane permeabile e dunque permette il passaggio delle
immunoglobuline dal lume intestinale al sangue del neonato è limitato: nei
cuccioli di cane il massimo assorbimento avviene 8 ore dopo il parto mentre
la "chiusura" avviene dopo 24-36 ore.
Attraverso il colostro vengono trasmessi il 90% degli anticorpi contro il
parvovirus, il 99% degli anticorpi contro l’epatite ed il 77% degli
anticorpi contro il cimurro.
La mancata assunzione di colostro durante il periodo critico, quando
l'intestino è aperto all'assorbimento delle sostanze proprie del colostro,
può compromette gravemente la salute del cucciolo neonato. Questa situazione
può verificarsi o per l'incapacità della fattrice di produrre colostro o per
l'incapacità/impossibilità del cucciolo di succhiare in modo corretto.
CAUSE DI MANCATA O
INSUFFICIENTE ASSUNZIONE DEL COLOSTRO
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MADRE |
NEONATO |
PATOLOGIE |
AMBIENTE |
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Colostro di scarsa
qualità |
Debolezza |
Mastite o metrite |
Temperatura troppo
bassa |
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Produzione
insufficiente |
Ipotermia |
Distocia |
Rumore e trambusto |
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Dolorabilità mammaria |
Malformazioni a labbra
e palato |
Febbre o ipotermia |
Parto prematuro o
tardivo |
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Rifiuto dei cuccioli |
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Morte della madre
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Istinto materno
esagerato nelle cure che impedisce ai cuccioli la poppata
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Se, per uno dei motivi
sopraelencati, il cucciolo non ha assunto il colostro l’immunità passiva gli
può essere conferita attraverso la somministrazione di siero di sangue
materno o di un adulto correttamente vaccinato, alla dose di 22 ml/ kg di
peso del cucciolo (eventualmente frazionato in varie somministrazioni) per
via orale entro le prime 24 ore di vita oppure per via sottocutanea nei
cuccioli nati da più di 24 ore.
Se la mancata ingestione del colostro è dovuta ad un ritardo/scarsità della
montata lattea la fattrice può essere aiutata con la somministrazione
sottocutanea di 2 UI di ossitocina ogni 15-20 minuti. Anche la
metoclopramide ( 0,1- 0,2 mg/kg tre volte al giorno) o il domperidone ( 2,2
mg/kg due volte al giorno) aiutano l’aumento della produzione lattea così
come l’agopuntura nei punti LI4 e SI1.
Dott Ksenija Oseli & Dott
Patrizio Donati
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